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Lettera alle Romite di Fara Sabina

LETTERA

DI

S. LEONARDO DA PORTO MAURIZIO

DIRETTA

ALLE RELIGIOSE FRANCESCANE ROMITE

DI FARA SABINA

IN CUI SI DESCRIVE UN METODO BREVE

PER FARSI SANTE IN POCO TEMPO

 

 

 

DILETTISSIME SORELLE IN CRISTO

La pace del buon Gesù nei vostri cuori

  

Ho avuto sommo piacere in sentire che sia stato vostro straordinario il P. Gio : Battista da Varallo mio amatissimo Compagno, il quale mi ha scritto mille lodi della vostra pietà, dicendo che siete sì buone Religiose eccet., e benché ne abbia provato soddisfazione, non sono però contento; attesochè non vi vorrei solamente buone, ma sante, essendo tale il fine del vostro Istituto, e per esser sante non basta una bella apparenza; ma si richiede un buon fondo nell’interno fabbricato da una continua orazione, e dall’esercizio delle sante virtù praticate per quanto si può in grado eroico. Io sospiro quando vedo alcune Religiose che sono faccendiere, faticano dalla mattina alla sera incessantemente, e nell’esterno sono compitissime e molto attente in fare sì che il tutto cammini con buon ordine, ed economia ben regolata, e poi nell’interno le trovate canne vuote, cieche senza presenza di Dio, storte senza purità d’intenzione nell’operare e deboli in vincere le loro passioncelle che di continuo tiranneggiano i loro cuori. Quindi è che vivono sempre inquiete, annoiate, e non provano mai quanto sia soave il Signore, insomma sono martiri dell’amor proprio. Or ditemi, fra di voi ve ne sono di queste faccendone, tiepide, e dissipate? Me ne rimetto a voi. Non dico già che non si debba attendere alle faccende necessarie, e molto più quando sono ordinate dall’ubbidienza. Sarebbe tentazione il fare, o dire il contrario; ma dico che se l’esterno non sarà regolato dall’interno, faticheremo assai, e guadagneremo poco. Ma che abbiamo a fare per aggiustare questo orologio, acciò non sia così sconcertato? Ecco quel che dovete fare. Non basta aggiustare la linguetta al di fuori, ma bisogna dar di mano alle ruote di dentro, e queste sono le tre potenze dell’anima: Intelletto, Memoria, e volontà; riformate ben bene queste tre potenze, e subito sarà riformata tutta l’anima, il vostro cuore nuoterà in un mare di pace, e vi godrete in terra un anticipato paradiso. Per dirvene qualche cosa ruberò il tempo alle mie occupazioni; ma guai a voi, se non ve ne approfittate.

 

Le suddette tre potenze Intelletto, Memoria e volontà si riformano con le tre Virtù Teologali Fede, Speranza e Carità. Volete esser Sante? Fate spesso atti di fede, speranza e carità, e questi vi santificheranno l’Anima. L’occhio della fede, ben purgato, è quello che rende un’Anima padrona di se stessa, e la guida per un sentier sicuro alla Eternità. Per tanto non vi contentate di una Fede viva ordinaria, e per dir così, speculativa, ma procurate in tutte le cose una Fede straordinaria non solo viva, ma attuata e pratica che rimiri Dio in tutte le cose, ed ordini tutte le cose a Dio, e con questa fede vivissima ridotta in atto, che si trova nella parte superiore dell’Anima, misurate tutte le cose; anzi a tutte le vostre azioni, massime alle principali, fermandovi alquanto, fate precedere un atto di fede, rinnovando la presenza di Dio dentro di voi, e con questo l’Anima vostra prenderà gran forza per operare con fervore.

 

O Sorelle benedette, gettate un si bel fondamento se volete essere sante, essendo certissimo che quanto più sarà attuata la vostra fede, crescendo le cose soprannaturali con maggior certezza di quello, con cui si credono le cose che attualmente si vedono, tanto maggiore sarà il fervore della vostra volontà per operare il tutto con perfezione. E per venire più al pratico: formatevi nel vostro cuore una solitudine mentale, e quivi ritiratevi più volte fra giorno, e chiudendo gli occhi del corpo, aprite l’occhio della fede, e rimirate il bellissimo Dio dentro di voi; esortandovi per quanto so e posso a ricever Dio non altrove che dentro di voi, cioè, nel centro dell’anima vostra, particolarmente in tempo dell’orazione, e quivi in oblìo di tutte le Creature, scordatevi affatto di tutte le cose sensibili, parlate, conversate con Dio ammirando le sue grandezze, e trasformatevi tutte in Dio, struggendovi d’amore verso il nostro amabilissimo Dio. Oh che dolcezza! Oh che Paradiso! Ed anche fuor dell’orazione avvezzatevi a riguardar nelle Creature la sola bontà di Dio, e non facendo conto alcuno della scorza esteriore, apprezzate solamente quel che si trova nelle Creature, che è Dio. E spero che riformato in guisa l’intelletto colla virtù della fede, l’orologio interiore non sarà si sconcertato, e vi riuscirà meglio l’esercizio di tutte le virtù; e però vi consiglio a fare spesso atti di fede protestandovi spesso che credete tutti i misteri, che propone la santa Chiesa, perché la prima infallibile verità, che è Dio, li ha rivelati. Santa Maria Maddalena dei Pazzi ogni volta che diceva il Gloria Patri nel coro faceva questa protesta con sì gran fervore, che impallidiva, come se allora fosse decapitata per la santa fede. Fate l’istesso ancor voi, ed oh quanto merito ne riporterete!

 

La seconda potenza dell’anima, che è la Memoria, si riforma colla virtù della Speranza, che riguarda il possedimento di Dio come Bene nostro. Ecco lo scoglio dove urtano una gran parte delle Religiose, le quali si tappinano, si angustiano, si disperano, e da se stesse si vogliono cacciare a forza nell’inferno. Oh che pazzia! Siano i vostri peccati passati senza numero, la Misericordia di Dio è sempre infinitamente maggiore della vostra malizia. Ma Padre, che vi pare ci salveremo noi? Vi ho da dire il mio sentimento? Io vi dico che tengo questa opinione in capo, che tutte le Monache della Fara si salveranno, e però sperate, sorelle, e sopra sperate che vi salverete. Ma non mi basta; desidero che la vostra speranza passi in fiducia, che è una speranza robustissima, procurando di avere un concetto sì grande della Misericordia di Dio, che fondata sui meriti infiniti del nostro Signore Gesù Cristo, quali spesso vi applicherete, ed offrirete a questo fine all’Altissimo, e sul valore dell’Indulgenze, Sacrifizi,  e atti di contrizione che vi consiglio a fare spessissimo, dico che potete sperare di salvarvi senza toccar Purgatorio. Né questa speranza straordinaria vi potrà nuocere, anzi giovarvi, perché non escludendo un santo timor filiale, risulta in onor di Dio, e vi renderà più diligenti nell’operare, mentre per questo santo fine dovete proporre di evitare non solo i peccati gravi, ma anche i peccati veniali, e le imperfezioni più minute, usando gran diligenza per acquistar molte Indulgenze, ascoltar tutte le Messe che potete, e vivere con tutta esattezza in tutto ciò che concerne il vostro profitto spirituale. Fate tutto questo, ed io per me dico che ve ne anderete a dirittura al santo Paradiso. Oh benedette voi! Baciate coteste sante mura che vi stringono sì, ma per voi sono l’anticamera del santo Paradiso. Ed acciò speriate con fondamento, non fate gran conto delle vostre operette che andate facendo, che alla fine sono paglie, ma ecco i quattro fondamenti che renderanno stabile la vostra speranza. Sperate che Dio vi perdonerà i peccati, e vi concederà la gloria del santo Paradiso ed ogni bene, perché è fedele, perché è misericordioso, perché è onnipotente. Fondatevi su questi grandi motivi, e poi domandate tutte le grazie, e le otterrete «Petite, et accipietis». E però servitevi di quell’amorosa giaculatoria: Gesù mio misericordia: e ditela cento e mille volte al giorno, e con essa dimandate spesso la perseveranza finale, e la grazia di amare Dio con amore intensissimo, e ferventissimo.

 

La terza potenza, che è la Volontà, si riforma colla virtù della Carità, che riguarda Dio come sommo bene, anzi come un mare immenso di tutti i beni, che contiene in sé tutti i beni possibili ed immaginabili, e però deve amarsi per se medesimo, perché merita di essere amato da tutti i cuori. Or qui, sorelle, vorrei che impiegaste tutte le vostre premure, e vi protestaste che di qui innanzi questa bella virtù della Carità e di amor di Dio sarà il bersaglio di tutti i vostri pensieri, fini, movimenti, ed operazioni: anzi protestatevi di non voler deliberatamente cosa alcuna, che sia opposta al santo amor di Dio. Non dico che ne facciate Voto, ma vi consiglio bensì a fare un proponimento stabilissimo di cercar sempre il più perfetto per dar maggior gusto a Dio, e di non voler commettere mai peccato veniale con piena avvertenza. E quando mai accadesse il caso, stimate questa la maggior disgrazia che vi possa accadere in questa vita, e piangetela innanzi a Dio. Acciò vi riesca di mantenervi cosi illibate e pure non solo da’ peccati veniali avvertiti, ma anche da difetti più piccoli, attendete ad una continua presenza di Dio, annegazione della volontà propria, e passioni, anche in cose minime, apprezzando come tesori i disprezzi, le mortificazioni, le infermità, i dolori, la povertà con  tutti l’incomodi che seco porta la vita povera, religiosa, e penitente, anzi procurate d’inclinare alle austerità, e benché l’Ubbidienza con ragione non ve lo permetta, almeno desideratele, almeno abborrite le delicatezze, acciò sappia tutto il Paradiso, che il vostro desiderio è di amare Dio perfettissimamente conforme l’hanno amato tutti i Santi; anzi di stare in continuo esercizio di amore verso Dio, eccitando spesso nel vostro cuore quei quattro atti di amore che rubbono il cuore a Dio; cioè atti di amore di compiacenza, compiacendovi che Iddio sia cosi bello, cosi buono, cosi santo, e che sia un complesso di tutte le perfezioni. Atti di amore di benevolenza, desiderando che Dio sia amato da tutte le Creature, e in maniera, che tutti l’amino, lo lodino, e lo benedicano. Atti di amore di preferenza, stimando più Dio che tutto il creato insieme, anzi stimando un niente tutto ciò che non è Dio, apprezzandolo come il primo amabile, il primo stimabile. Atti di amor doloroso, facendo spesso atti di amarissima contrizione per averlo tanto offeso.

 

Vi lamenterete adesso più con dire che nell’orazione non sapete che fare? Non sapete che fare? Ecco quel che avete a fare: atti di fede, atti di speranza, ma molto più atti di amor di Dio descritti di sopra. Questo dovrebbe essere il vostro continuo impiego dalla mattina alla sera, intrecciando di continuo colle vostre azioni atti intensissimi di amor di Dio; allora sarete vere Maddalene, allora attenderete a quell’Unum necessarium tanto raccomandato dal Signore. Non vi si dice che non v’impieghiate ne’ vostri lavori, ma vi si dice che lavorando le braccia, il cuore non stia ozioso, ma tutto si strugga in atti di amore verso il nostro amabilissimo Dio. Ed acciò vi riesca, almeno cinque volte al giorno fate con tutto il fervore possibile un’intera conversione a Dio, come se allora incominciaste la vita spirituale, protestandovi in quell’atto di volerlo amare ferventissimamente, intimamente, continuamente, rivoltando le spalle a tutte le Creature, e di volervene stare nella suddetta solitudine mentale, riguardando solo Dio con l’occhio della fede, ed amandolo con tutto il fervore della volontà senz’aver altro fine, che di dargli gusto in tutte le cose.

 

Oh benedette voi! Se mi ubbidirete, spero che a capo di pochi mesi diventerete tutte sante e perfette. Prego Maria Santissima ad imprimervi queste verità nel cuore, con darvi aiuto di porle in pratica con tutta puntualità. Avrei molte altre cose da dire, perché desidero che cotesto Santuario si mantenga nel suo primiero fervore, e però fate conto delle piccole inosservanze. Tutte le Religioni sono state fondate in gran perfezione, ma perché si sono trascurati i piccoli difetti, ne vediamo molte decadute, e molto più se sotto pretesto di compassione si pretendesse slargare lo Statuto. No, sorelle, non acconsentite a sì gran disordine. Arrivo a dirvi, se scendesse un Angelo dal Cielo, e vi persuadesse maggior larghezza, tenetelo per sospetto, perché Iddio vi ha dichiarata la sua volontà nei Statuti, che sono stati approvati dai superiori; osservando quelli, siete sicure di fare la Volontà Santissima di Dio, il quale vi darà forza per osservarli se in Lui confiderete. Dovrei parlarvi dell’orazione, e del silenzio, che sono appunto i due passi più difficili per molte Religiose, le quali si accomodano a tutto, ma per tenere in freno la lingua, e raccolto il cuore con Dio nell’orazione, non vogliono affaticarsi punto. Contuttociò se terrete purgato l’occhio della Fede, e bene ordinata la Speranza, ed infervorato il cuore colle fiamme dell’Amore di Dio, vi riuscirà facile l’orazione, e difficile la trasgressione del santo silenzio, sì necessario in tutte le Religioni. Dio vi benedica, e pregate per me, acciò il Signore mi dia grazia di convertire molte Anime, e d’impedir molti peccati, e poi di morire consumato dall’amor di Dio. Viva Gesù.

 

 

Da Levante nelle Riviere di Genova questo dì 3 Luglio 1745.

 

Car. in Cristo.

 

Fr. Leonardo da Porto Maurizio

 

povero peccatore

 

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