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san Leonardo da Porto Maurizio

 

Visita di san Leonardo da Porto Maurizio

 nel Monastero delle Romite di Fara in Sabina

 

 

 

La visita di san Leonardo da Porto Maurizio nel nostro Monastero di Fara Sabina, è nella tradizione e nella memoria delle monache che si tramandano la notizia di generazione in generazione, tuttavia, trovare una testimonianza scritta di queste visite, perché sono più di una, è stato veramente importante per la storia della nostra Comunità. Tra l'altro san Leonardo ha scritto anche una lettera per le monache eremite datata 3 luglio 1745 dove indica alle monache un metodo breve per diventare sante.

 

 

 

Prima visita (settembre 1739). Nel Libro Opere complete di s. Leonardo da Porto Maurizio missionario, apostolico, minore riformato del ritiro di san Bonaventura in Roma, riprodotte con alcuni scritti inediti in occasione della sua canonizzazione, Volume 5, Venetia, Tipografia Emiliana, 1869, alle pagine 74-75 si dice che terminate le missioni popolari a Pergola, il 4 settembre del 1739, dopo qualche giorno si recò a Salisano per benedire la via Crucis e poi “di là partì per la Fara, andando a riposare nella Foresteria delle monache Romite, le quali provarono molta consolazione, per non averlo mai veduto, e fu pregato da’ signori di questa terra a fare una predica, e la fece sopra la morte. Dopo partì, ed andò al convento di s. Maria in Sabina, luogo di noviziato, e vi si trattenne due giorni;”.

 

Da quanto viene detto sembra che sia il primo incontro tra le Eremite di Fara e san Leonardo. La lettera che il Santo scrive alle Romite di Fara è del 3 luglio 1745 e all’inizio dice che ha sentito parlare di loro da padre Giovanni Battista da Varallo suo "amatissimo compagno". Dunque padre Giovanni Battista deve aver conosciuto le Romite, con molta probabilità, prima del 1739.

 

 

 

Seconda visita (dal 10 al 12 novembre 1741). Nuovamente, a pagina 106 di detto libro si parla di una seconda visita. Siamo ai primi di novembre del 1741. Il 28 ottobre san Leonardo inizia le missioni popolari “nella terra di Fara, abbadia di Farfa”. “Nei giorni seguenti poi andò alle monache del terz’Ordine di santa Chiara per predicarvi e confessarle, come anche, per raccomandazione speciale dell’eminentissimo signor Cardinale Rezzonico predicò e confessò le monache Romite di molta austerità sotto la direzione de’ padri del Ritiro di san Bonaventura di Roma, e per la divozione che aveva a tali religiose vi si fermò per consolarle, tre giorni interi con molto suo contento per la bontà singolare di quelle religiose. Il dì 12 novembre partì per Toffia e lo stesso giorno principiò le missioni in quella terra.”. Dunque si ferma e pernotta nel nostro monastero dal 10 al 12 novembre 1741.

 

 

 

Terza visita (4 febbraio 1742 e ancora il 28 marzo 1742). Ancora a pagina 110 si dice che il 27 gennaio 1742 si recò a Monte Santa Maria per le missioni popolari che terminò il 3 febbraio. “Il giorno dopo partì per Toffia, dove aveva a fare il discorso mistico e morale a tutto il clero Farfense, ma per varie differenze stimò bene trasferirlo in altro tempo con darne previa notizia all’Eminentissimo Cardinale Passionei, Abate commendatario; onde partendo se ne andò alla Fara, e resa ubbidienza al superiore di quel convento, portossi a celebrare la santa messa al monastero delle Romite di santa Chiara, vi si trattenne per spirituale consolazione di quelle religiose sino al dopo pranzo, andandosene lo stesso giorno al convento di santa Maria delle Grazie di Ponticelli luogo del noviziato del nostro Ritiro, dove trattenendosi due giorni, si ritirò alla solitudine di sant’Angelo per farvi i santi esercizi, e vi si trattenne per tutta la quaresima, nel qual tempo ricevette molte lettere dal Vescovo di Veroli, dal Vescovo di fondi, dal Vescovo di Alatri e dalle comunità e clero di quei paesi, acciocché s’interponesse a non fare il rilascio dei conventi di Pofi e Vallecorsa. Nella detta festa di Pasqua, la mattina si partì per santa Maria delle Grazie, per andarsene la sera a Toffia, dove dietro l’ordine di Sua Eminenza doveva fare, conforme fece, il discorso mistico e morale a tutto il clero di quell’abbazia, facendovi ancora una predica a quel popolo, e vi si trattenne tre giorni per discorrere col segretario di Sua Eminenza venuto di Roma, e ripassando per la Fara per contentare l’eminentissimo Rezzonico, come protettore di quel monastero, visitò nuovamente quelle buone religiose del detto monastero, ed indi se ne tornò a santa Maria suo convento, da dove partendo arrivò a Palombara al convento del Ritiro dei PP. Osservanti.”.

 

Da questo lungo stralcio di Diario veniamo messi al corrente che nel 1742, a distanza di qualche settimana, visitò per ben due volte le Romite di Fara: la prima volta il giorno dopo la fine delle missioni a Monte Santa Maria e dunque il 4 febbraio, ma solo per mezza giornata, poi nella settimana di Pasqua di quell’anno e dunque il 28 marzo, dopo essersi fermato dal giorno di Pasqua, che quell’anno era il 25 marzo, per tre giorni a Toffia.

 

 

 

Quarta visita (27 febbraio-5 marzo 1747). Di questa quarta visita ne parla a pagina 228 e dice che la seconda domenica di Quaresima del 1747 san Leonardo  giunse a Monterotondo e l’indomani, dopo aver celebrato dalle monache, “e brevemente consolatele, se ne partì, e dopo un penoso viaggio per la strada assai cattiva, fangosa e sassosa, giunse alla Fara, dove si trattenne tutta quella settimana per consolare compitamente tutte quelle religiose Romite. La domenica terza di quaresima partì ed arrivò la sera al nostro convento di s.Maria di Ponticelli.”.

 

Durante una missione al popolo a Monterotondo, nella quaresima del 1747, san Leonardo decide di far visita ancora una volta alle Romite di Fara. Dice dunque che vi giunge il giorno dopo la seconda domenica di quaresima del 1747, che rimane per una settimana e che la terza domenica di quaresima riparte alla volta del convento dei frati di Ponticelli. Calcolando che la Pasqua in quell’anno  1747 fu il 2 aprile, si può giungere ad affermare che la seconda domenica di quaresima in quell’anno era il 26 febbraio. Dunque giunse dalle monache, nel nostro monastero il 27 febbraio 1747 e vi rimase fino al 5 marzo.

 

 

 

 

 

 

 

S. LEONARDO DA PORTO MAURIZIO

Gran missionario dell’Italia nel secolo XVIII

Il suo corpo si venera in Roma nella Chiesa dei Frati Minori

Di S. Bonaventura al Palatino.

(Festa il 26 Novembre)

 

San Leonardo nacque a Porto Maurizio il 20 dicembre 1676 da piissimi genitori cristiani. Ancor giovanetto fu mandato a Roma ove attese agli studi nell’Università Gregoriana. Crebbe di virtù in virtù e per maggiormente servire a Dio domandò ed ottenne di indossare l’abito dei Frati Minori nel convento di S.Francesco a Ripa, destinato poi nei ritiri fondati dal B. Bonaventura da Barcellona. Fu religioso di singolare santità e perfetto imitatore de Serafico Padre S. Francesco. Desiderò dapprima di recarsi alle Missioni nelle barbare regioni per dare il suo sangue in conferma della fede di G.C.; ma la divina provvidenza dispose diversamente facendolo il grande Apostolo dell’Italia nel secolo XVIII, avendo impiegato 44 anni continui nelle SS. Missioni in moltissimi paesi e città d’Italia ed in particolare nella Sabina e in Roma, con immenso frutto delle anime e innumerevoli conversioni ottenute dall’efficacia della sua parola e più che mai dalle sue austere penitenze e dalla sua vita evangelica. Fu indefesso propagatore della devozione al SS. Nome di Gesù e della Santa Via Crucis. Consumato dal continuo apostolato, siccome aveva promesso al Pontefice Benedetto XIV di lasciare il suo corpo a Roma, volò al Signore nello storico Convento di S. Bonaventura al Palatino il 26 Nov. 1751. Fu beatificato dal Pontefice Pio VI, e Pio IX lo santificò solennemente nell’anno 1867.

 

 

Per conoscere

san Leonardo da Porto Maurizio

 

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Porto_Maurizio

http://www.santiebeati.it/dettaglio/79300

http://www.bagnonemia.com/San_Leonardo_mtl/San_leonardo.doc.htm

 

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