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Il Monastero oggi

Il Monastero oggi

 

   Il Monastero continuò per quasi trecento anni la sua eroica vita nascosta, conservando gelosamente intatte le sue strutture, finché nel 1870 fu soppresso e poi riscattato a suo tempo. Ma le prove non erano ancora terminate: nel 1944 aerei americani  lo devastarono con un duplice lancio di bombe, certo ignari di colpire un luogo consacrato alla preghiera e all’amore.

  Le tristi vicende della guerra ebbero gravi conseguenze e pregiudicarono l’avvenire del Monastero. Quelle bombe distrussero con le sue strutture edilizie un mondo suggellato di inviolabili tradizioni e aprirono uno squarcio nella inaccessibile clausura.

   La Chiesa con provvida lungimiranza intervenne per risanare le ferite e nel 1963 unì il Monastero con quello di S.Chiara in Rieti. L’Abbadessa, per un decreto speciale della Sede Apostolica, era una per entrambi i Monasteri con la facoltà di spostare le monache da un monastero all’altro a seconda delle necessità. Le ultime cinque sorelle del monastero di Fara che fino allora osservavano la Regola di Urbano IV e le Costituzioni del Barberini, passarono definitivamente alla Regola di S.Chiara e alle Costituzioni allora in vigore. Le Clarisse, nella persona di Madre Beatrice Mistretta, si misero al lavoro con pazienza e coraggio restaurando le vetuste e fatiscenti strutture e ricreando l’ambiente di grande valore storico e architettonico tramandato nei secoli.

   I due monasteri procedono insieme, legati dalla volontà di Dio e dal volere dei Superiori fino al 1980 anno in cui la Santa Sede dichiara autonomo il monastero di Fara Sabina da quello di Rieti; d’ora in poi ogni monastero avrà la propria abbadessa e la propria comunità.

   Dal 1988 il Signore ha mandato le prime vocazioni.

   Ma per tutte si preparava il momento della prova: dal dicembre del ’94 al gennaio 2006 morirono due sorelle anziane e la Madre Abbadessa che ci aveva accolto. Rimanemmo in tre in comunità: una anziana e due giovani.

   Il Signore ci chiedeva di fidarci di lui. E veramente non ci abbandonò perché iniziarono a venire altre giovani.

 

 

Il ritorno alla vita eremitica

 

   E’ vero che la nostra peregrinazione nella fede termina solo con la visione del volto di Dio!

   Noi ne avevamo parecchia di strada da fare! Infatti col passare degli anni, sia io che le altre, cominciammo a sentire la necessità di dedicare più tempo alla preghiera e di vivere una dimensione più solitaria della nostra vita contemplativa. Il Signore pian piano ci ha portato alla scelta della vita eremitica in una forma rinnovata rispetto al passato.

   Non è stata una scelta facile anche perché ognuna di noi aveva una idea diversa di vita eremitica. Il Signore è venuto ancora in nostro aiuto facendoci ricordare di un “progetto di vita” scritto da Madre Beatrice Mistretta per questo monastero negli anni ‘70. Tutte le scelte che avevamo fatto fino a quel momento erano in profonda sintonia con quel progetto di vita eremitica. Inoltre c’era posto per tutte perché ogni sorella aveva la possibilità di scegliere o la forma di contatto con l’esterno o una vita più ritirata. Iniziava un nuovo capitolo della nostra storia. Era desiderio di tutte cambiare stile di vita e la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica ci suggerì di riscrivere le Costituzioni che poi sono state approvate, ad experimentum, il 25 ottobre 2006. Il testo ripreso in gran parte dalle Costituzioni del 1988 delle Clarisse dei Minori, è stato rinnovato con  l’aggiunta di vari articoli e di un capitolo in particolare che riguardano la vita eremitica vissuta in questo Monastero. Ora stiamo vivendo questa avventura nella certezza di essere nella volontà di Dio e sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi.

Quali sono le differenze fondamentali con la vita che vivevamo prima?

 

          1 . Uno stile di vita eremitica per il quale, pur condividendo la preghiera, i pasti ed altri momenti, il lavoro viene svolto in solitudine, inoltre la possibilità, per chi lo desidera di vivere fino ad un mese eremitico durante il quale viene vissuto con la comunità solo il pranzo della domenica. Ed ancora la possibilità, per chi ne fa richiesta, alla Madre e alla comunità, di vivere in maggiore solitudine, mantenendo i rapporti comunitari, ma diminuendo i rapporti esterni.

          2 . La Clausura non è più papale, ma Clausura monastica, determinata dalle Costituzioni perché ci è sembrata più adatta alle aspettative e alle esigenze del mondo di oggi. Questo cambiamento non è altro che una codificazione di ciò che già vivevamo: l’accoglienza per i gruppi di preghiera, convegni culturali, persone che hanno necessità di un momento di preghiera, giovani per il discernimento vocazionale o desiderose di conoscere più da vicino la nostra vita, l’uscita per i corsi di formazione e per tutto ciò che non si può delegare ad altri.

          3 . Altro punto è l’aver dato maggior importanza al Capitolo Conventuale perché ci sembra più evangelico condividere con tutte le sorelle “le cose da decidere per il bene del monastero”, tuttavia, per questioni importanti la Madre, può servirsi del Discretorio.

           4 . Abbiamo inoltre due corsi di esercizi spirituali l’anno, uno guidato, l’altro in solitudine e ogni giorno tre ore fra lectio divina e meditazione, oltre ad un’ora di studio che per noi è molto importante per la formazione umana, spirituale e culturale.

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